L'evento

         Sabato 14 febbraio 2009 ore 17.30

organizzazione Palestra Forte e Associazione Regionale Pugliesi

presso lo spazio Palestra Forte ,Via Statuto 4


presentazione del volume di Romano Bracalini


PAISA'. VITA QUOTIDIANA NELL'ITALIA LIBERATA DAGLI ALLEATI
Mondadori  editore

I contenuti


Le immagini dello sbarco alleato in Sicilia ci raccontano di unpopolo che saluta entusiasta l'arrivo dei soldati nella speranza che la guerra si sia infine conclusa e il paese si avvii verso un futuro migliore. Ma i rapporti tra "liberati" - i "paisà", come li chiamano gli italoamericani d'origine meridionale - e soldati alleati non saranno sempre amichevoli e cordiali. Romano Bracalini ricostruisce, grazie anche a documenti inediti e articoli di giornale dell'epoca, i quasi due anni di "occupazione" militare alleata al Centro e al Sud del nostro paese. E ci restituisce un quadro devastante, dove all'entusiasmo per l'ingresso dei "liberatori" fa seguito un periodo di crisi: manca tutto, dal cibo all'acqua, alle infrastrutture, distrutte dai bombardamenti. Per l'autorità alleata la priorità assoluta è quella di "seppellire i morti e sfamare i vivi", con il minimo impiego di mezzi e uomini per non sottrarre risorse allo sforzo bellico. La guerra, infatti, non è ancora finita: all'indomani dell'armistizio l'Italia si presenta divisa in due, a Nord quel che resta del fascismo, con la Repubblica sociale, a Sud il Regno di Vittorio Emanuele III con un governo fantoccio imbastito dagli americani e guidato dal maresciallo Badoglio. Nei resoconti delle città distrutte i giornali si sforzano di rappresentare un quadro ottimistico della vita che riprende, degli sfollati che ritornano, del lavoro che ferve, della fame finalmente placata anche se, di fatto, il paese è allo sbando. Si compra e si vende di tutto al mercato nero e anche le relazioni più personali assumono carattere commerciale: annunci privati cercano e offrono matrimoni a condizioni economiche vantaggiose e la prostituzione rappresenta una via di fuga dalla miseria. Una devastazione materiale e morale. L'Italia è tornata terra di conquista, vittima di eserciti mercenari lasciati liberi di compiere ogni nefandezza, dal saccheggio allo stupro di massa. Il diritto è amministrato dallo straniero, che nella veste di vincitore impone la sua giustizia: le epurazioni si rivelano arbitrarie e poco incisive, e i processi per crimini di guerra arrivano a colpire un antifascista come il generale Nicola Bellomo, innocente, condannato alla fucilazione per volere degli inglesi. Anche la moneta è "di occupazione": nei portafogli degli italiani ci sono (poche) Amlire, le "Allied Military Currency": cento Amlire equivalgono a un dollaro, e questo cambio alimenta l'inflazione, già galoppante durante la guerra. Eppure, lentamente, il paese sembra lasciarsi alle spalle i vent'anni di dittatura e la guerra che lo ha ridotto in ginocchio, e ricominciare a vivere. Riaprono i ristoranti e i caffè storici e nelle sale da ballo le ragazze imparano a ballare il boogie-woogie. È così che l'Italia ritrova e rinnova se stessa, in "un'esperienza tragica ma forse necessaria come la medicina che ci libera dalla malattia".